Ciao a tutti!
Come avrete visto, da tempo non posto più su questo blog.
Di e-learning, Web 2.0 mondi virtuali continuo a parlarne in VirtuaLearn, blog del network Blogosfere.
A presto!
web2.0, e-learning, second life e altri mondi virtuali
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Come avrete visto, da tempo non posto più su questo blog.
Di e-learning, Web 2.0 mondi virtuali continuo a parlarne in VirtuaLearn, blog del network Blogosfere.
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Virtual Lectio Magistralis su Second Life del Prof. Stefano Balassone, “l’inventore” di Rai 3. L’evento, organizzato dalla Argon Academy, si svolgerà in aula nell’ambito all’interno del corso di Scienze della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
“Quanto è virtuoso il virtuale”, questo il titolo della Virtual Lectio Magistralis di Stefano Balassone che si terrà Lunedì 12 maggio dalle ore 17:00.
La lezione sarà svolta in contemporanea nell’aula di Economia dei Media, corso della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa, ed in Second Life, presso l’Argon Academy, agenzia di formazione nata nell’ambito del Progetto Argon di Intesa San Paolo e Core Consulting.
Per partecipare alla lezione è sufficiente raggiungere la seguente Slurl:
Si parla in molti siti web e blog dell’Argon Academy (di cui ho parlato in questo post), ma un’importante segnalazione viene dalla 2L Italia – Second Life Magazine . Ecco il link da cui scaricare il numero in cui è segnalata l’Argon Academy:
www.2litaliaworld.it/pdfrivista/2L_6.pdf
Trovate il box a pag. 18. Come vedete, sono coinvolto nel progetto
All’interno del Progetto Argon sono nate varie iniziative portate avanti dai partecipanti, gli Argonauti. Una delle più interessanti è l’Argon Academy, una vera agenzia formativa in Second Life.

L’obiettivo è di effettuare incontri formativi in Second Life e di sperimentare modalità di formazione e discussione in Second Life. Gli incontri partono con un tema, ma le discussioni evolvono a seconda dell’audience: l’obiettivo non è quindi quello di svolgere semplicemente una lezione, ma di coinvolgere gli utenti in una discussione costruttiva. Oggi si è svolto il primo incontro sperimentale, il prossimo lunedì ce ne sarà uno nuovo. Ecco gli orari dei prossimi incontri:
5 maggio 2008, ore 21:00, intervento dal titolo: Piccoli consigli per avere un
avatar di serie A – seconda parte, Riky Soderstrom, Università di Torino, esperto di
Second Life.
12 maggio 2008, ore 21:00 intervento dal titolo: Piccoli consigli per avere un
avatar di serie A – terza parte, Riky Soderstrom, Università di Torino, esperto di Second
Life.
Gli incontri si tengono nella land di Argon, raggiungibile da questo slurl: http://slurl.com/secondlife/skeezits/201/120/22
Tutti possono partecipare, accorrete numerosi
Le date delle prossime lezioni le trovate nel blog dell’Argon Academy: http://argonacademy.wordpress.com
All’interno del progetto Argon, con un gruppo di lavoro sto portando avanti un progetto collaborativo, di cui vi parlerò nel prossimo post. Solitamente per prendere decisioni ci incontriamo in Second Life, ma per problemi ad un pc è capitato di dover utilizzare una chat per discussioni sincrone.
Quale chat? Abbiamo dato priorità al servizio in cui tutti avevamo un’account, per cui abbiamo usato Skype. Ho scoperto poi che molti altri programmi permettono di gestire chat di gruppo. Ecco qualche esempio:
Conoscete altri servizi?
Dopo avere riportato, nel precedente post , alcune informazioni sul progetto Argon, vorrei condividere alcune impressioni.
Ero effettivamente abbastanza scettico sulle potenzialità formative dei mondi virtuali, molto probabilmente per mancanza di conoscenza. In realtà, fin dal primo incontro con i compagni di percorso è stata chiaro il potenziale di Second Life per l’e-learning.

A livello emotivo, si ricreano situazioni simili a quelle che ci sono nella vita reale (RL). Per chi non è avvezzo a SL, ad esempio, vien da chiedersi la prima volta: “è qui che si tiene l’incontro?”. Insomma, la stessa domanda che viene da fare alla prima lezione di un corso in presenza. Inoltre SL è un ambiente molto più empatico di un LMS, che ha comunque altri obiettivi! Così come hanno altri obiettivi le lezioni in presenza.
C’è una forte identificazione con il proprio avatar (che non mi aspettavo!), anche perché sono alte le possibilità di personalizzazione: aspetto, abbigliamento, gesti, ecc. Con i compagni di percorso possono esserci momenti di vicinanza, di confronto, di divertimento, di imbarazzo… insomma, SL può rendere un (per)corso interamente online molto più coinvolgente! Ovviamente se sono chiari obiettivi, tempi e target del percorso, nonché il ruolo di SL al suo interno: proprio come nel caso del progetto Argon. Forse è anche per questo che la community sta crescendo…

Non avevo mai avuto esperienza diretta di Second Life (SL) e altri mondi virtuali. Ed ero abbastanza scettico sulle potenzialità di SL nella formazione … ma mi sono dovuto ricredere!
Sto partecipando al progetto Argon , un corso per giovani laureati che si svolge interamente online, in parte in un sito dedicato , in parte su SL sulla land di Argon, raggiungiubile a questa Slurl. In questo senso, è un vero corso “blended”, ovvero sono proposti più ambienti per l’apprendimento, sia sincroni che asincroni. Ci sono incontri in presenza (su SL), ma anche momenti di lavoro individuale e di interazione nei forum. Qui di seguito trovate delle slide riguardanti il percorso che seguiranno gli argonauti (i partecipanti al progetto Argon!) :
Uno degli obiettivi è quello di creare una community intorno al progetto. La community, oltre alla land, ha a disposizione:
Tutti questi ambienti sono moderati e animati da tutor e coach e la partecipazione degli argonauti è attiva. Inoltre, tutti questi ambienti sono integrati con servizi Web2.0 come Slideshare, Flickr e Youtube.
Insomma, le basi per creare una community sembrano proprio esserci
Pdfmenot fornisce un servizio simile a quello di Slideshare, consente cioè di condividere i pdf online, inserendoli nel proprio blog. Come funziona è molto semplice: giunti nella home page , si inserisce l’url del pdf, o lo si carica dal proprio pc. Pdfmenot lo trasforma in formato swf e fornisce anche il link per integrarlo nel proprio blog (fa tutto lui insomma
). E soprattutto, permette di visualizzare file pdf da computer che non hanno acrobat reader: è sufficiente insomma che il pc abbia un browser. Ecco un esempio:
Il pdf è stato generato da Wikieducator, in particolare da alcune pagine relative all’Open Educational Content.
Di nuovo gli Lms, di nuovo open-source. è appena uscito un articolo in italiano che fa un confronto tra ben 8 piattaforme open-source: ATutor, Claroline, Docebo, Dokeos, .LRN, Ilias, Moodle e ADA. L’analisi è dattegliata, ma non riferita ad un particolare contesto (ad es. azienda, università, ecc.).
Di ogni piattaforma l’autrice, Michela Acquaviva, puntualizza caratteristiche tecniche, caratteristiche integrate, installazioni in Italia, punti di forza e punti deboli. Con la sorpresa, di nuovo, che la migliore non è Moodle.
L’articolo è uscito nell’ultimo numero di iGel, dove c’è anche un mio articolo, che riguarda l’attività che svolgo.
Via: VirtuaLearn
Qual è il migliore LMS da usare in ambito aziendale? Sono meglio le piattaforme open-source o quelle proprietarie? E soprattutto, quali sono i principali criteri da considerare per una scelta specifca al contesto aziendale?
Sono domande a cui può fornire una risposta chiara e ragionata questa guida, che mi sono scaricato dal sito E-learning e Innovazione. La guida è realizzata da Roberto Pasini, che fa un confronto tra cinque importanti piattaforme open-source.
Sono molto interessanti i parametri che usa per il confronto, scelti con particolare attenzione alle esigenze delle aziende. Gli LMS open-source sono stati infatti per lo più sviluppati in ambito universitario, quindi le piattaforme più diffuse in questo ambiente non sono necessariamente le migliori in azienda. Questo rende utilissima la guida di Roberto Pasini, che con immediatezza mette in primo piano le principali questioni da affronatare.
Quindi vi consiglio vivamente di leggerla, con un paio di anticipazioni. Prima: per l’autore le migliori piattaforme, anche in ambito aziendale, sono le open-source. Seconda: la migliore non risulta essere Moodle. Sorpresi?