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Due libri ho letto nel poco tempo libero di questa estate e delle ferie.
Il primo è “Trilogia di New York”, di Paul Auster. Non conoscevo l’autore, ma sono stato attratto dalla copertina e dagli sconti! Per fortuna, perché il libro è straordinario. Con eleganza, Paul Auster ci conduce in tre detective-stories lascamente legate una all’altra, con personaggi che si immergono in indagini appassionanti, che coinvolgono intensamente sia il lettore che il personaggio stesso. Tutte ambientate a New York, tra azione, riflessione e perseveranza. E a volte (auto)distruzione irrimediabile.
Distruzione che ritorna prepotente nell’altro libro che ho letto, “Il Mondo Perduto” di Michael Crichton, che non è altro che il seguito di “Jurassic Park”. Protagonisti del libro, loro malgrado, sono i dinosauri, ma il libro è dominato dalla teoria del caos e dall’effetto farfalla, così sintetizzabile: piccole variazioni iniziali possono causare in seguito grandi modifiche. E così è stato per la trama del libro: prima la storia prende vita, raggiunge una certa complessità e un certo ordine, ma poi si intravedono i primi deboli segni di instabilità, finché la situazione precipita nel caos e la sopravvivenza dei personaggi diviene improbabile. Tipico di certi libri di Crichton, ma anche dell’evoluzione delle specie (almeno secondo alcune teorie), nonché di qualche libro di Ballard come “Condominium”, dove da una situazione di ordine iniziale si arriva ad una degenerazione irrecuperabile.
La degenerazione però non è lo sbocco necessario della perdita dell’ordine (o di un equilibrio dinamico): ce lo insegna Ian Malcom, personaggio del romanzo di Crichton:
Dopo l’eliminazione degli elementi distruttivi può verificarsi una parziale ristabilizzazione. La sopravvivenza è in parte determinata da eventi casuali.
E questo ci porta al finale del libro…. e del post….
Il titolo del post è anche il titolo del libro di Philip K. Dick che ho da poco finito di leggere. Non è certo uno dei più famosi romanzi dello scrittore di fantascienza (come quelli che hanno ispirato questi film), ma mi ha preso moltissimo ![]()
Paranoico e pieno di immaginazione come i migliori romanzi di Dick, è ambientato nel fantastico che si nasconde dietro la realtà (?) quotidiana. Lasciando la sensazione che, in ogni momento, qualcosa di losco possa sgusciare fuori dalla rassicurante normalità…
Nella foto: la copertina del volume che ho avuto il piacere di leggere: è del 1975 della mitica serie urania millemondi, mentre il romanzo è del 1962. Un valore aggiunto all’immaginazione ![]()